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Ortona, città dell'Abruzzo, in provincia di Chieti, posta a 20 km a est del capoluogo a 68 metri sul livello del mare nei pressi dello sbocco nell'Adriatico del torrente Moro. La città vecchia si trova su un colle che occupa un promontorio, mentre quella nuova si sviluppa in piano. Dotata di un buon porto peschereccio, è centro agricolo e commerciale al centro di una zona che produce ortaggi, cereali, frutta e soprattutto uva da tavola (ma anche da vino). L'attività industriale è rappresentata da impianti metalmeccanici per la produzione di macchine agricole, ma vi sono anche industrie alimentari, tessili e del legno; buona rilevanza economica ha inoltre il turismo balneare.
Quasi interamente distrutta durante la seconda guerra mondiale, Ortona non conta oggi molti monumenti. Tra questi spicca la cattedrale, già distrutta nel 1566 ed interamente rifatta: dell'edificio originale resta un grandioso portale gotico trecentesco, pazientemente ricostruito nel dopoguerra, così come ricostruito è il campanile, che conserva una grande campana del 1588. Notevoli sono anche il cinquecentesco palazzo Farnese e la chiesa barocca di S. Caterina.
Prime notizie di Ortona si hanno in Strabone, che la cita come porto dei frentani; fu probabilmente municipio in età romana. Distrutta verso il 1070, risorse ben presto e fu dichiarata porto franco da Enrico VI, assumendo notevole importanza. Prima in lotta con la vicina Lanciano, le si unì per costruire i cosìdetti stuoli marittimi, ossia delle vere società commerciali. Ebbe da Giovanna II d'Angiò il diritto di batter moneta nel 1414. Fu data in feudo a Giacomo Caldora, che vi fece costruire le mura per opera delle quali Ortona resistette nel 1442 all'assedio di Alfonso V d'Aragona. Saccheggiata dai veneziani, francesi e turchi nei secc. XV e XVI, Ortona fu incorporata nel 1582 nei possessi di Margherita d'Austria, passando poi ai Farnese e , nel sec.XVIII, al Regno di Napoli. |